"Arte orafa In abruzzo"

"“Arte orafa In abruzzo""
" "La storia dell'oreficeria abruzzese ha origini antiche e una lunga tradizione, in parte rievocata dai preziosi lavori dei molti artigiani presenti ancora oggi sul territorio, e in parte testimoniata dai tanti esemplari esposti nelle vetrine dei musei o conservati nel chiuso delle sagrestie. Ripercorrendo le fasi storiche ed artistiche dell'arte orafa abruzzese dalle origini medioevali fino ai nostri giorni, si è articolato il lavoro in tre sezioni: la prima, ""arte orafa"", prende in esame il periodo che va dal XIII secolo fino agli inizi del XVIII, la seconda, ""oreficeria tradizionale"", delinea i caratteri dell'oreficeria popolare in età moderna, ed infine la terza, ""Nicola da Guardiagrele"", è interamente dedicata all'artista più rappresentativo della produzione orafa in Abruzzo. In ciascuna sezione, oltre ad una presentazione di carattere generale, vengono analizzati in maniera dettagliata alcuni pezzi di rilevante valore artistico o storico. "
Nicola da Guardiagrele
La Vita
"Difficile da precisare è la data di nascita del grande orafo guardiese, che si può orientativamente ipotizzare intorno al 1390, dal momento che la sua prima opera firmata e datata risale al 1413 e che egli viene citato in un documento che ne sottolinea l'impegno come rappresentante civico nel 1414. La vita di Nicola di Andrea di Pasquale da Guardiagrele ci è nota fortunatamente con sufficiente chiarezza grazie ad alcuni documenti che ne attestano puntualmente l'attività di orafo e di cittadino ""esemplare"". Nicola vive infatti in un momento di grande importanza politica per la piccola città teatina, ovvero gli anni che videro il suo affrancamento dalla subordinazione feudale agli Orsini e il raggiungimento della condizione di ""università demaniale"", per volere del re Ladislao Durazzo, nell'anno 1406. L'importanza che l'atto ebbe per la città fu grande, condizionando positivamente anche l'attività artistica, la cui espressione più felice fu la costruzione in quegli stessi anni della cattedrale di S. Maria Maggiore. A darci conoscenza dell'impegno di Nicola nella vita pubblica è un documento del 12 Agosto 1414, in cui l'artista appare citato come rappresentante della cittadinanza a fianco del notaio Pantaleone di Nicola della Guardia, in occasione di un'assemblea di baroni e città libere d'Abruzzo, convocata al fine di giurare fedeltà alla regina Giovanna II, erede al trono di Napoli dopo la morte del fratello Ladislao ( per il testo integrale si veda il documento I dell'Appendice documentaria in A.Cadei, Nicola da Guradigrele, Milano 2005, p. 321-323). In un atto del 1423, in cui si conferma la condizione di ""universitas demaniale"" a Guardiagrele, in seguito alla pressione delle truppe di Braccio da Montone, Nicola compare in qualità di giudice ai contratti per autorità regia ( per il testo integrale si veda il documento III dell'appendice documentaria in A.Cadei, op.cit. pp.324-327). Rivestire questa carica implicava naturalmente, qualità particolari, come la conoscenza delle consuetudini locali, l'avere una cultura giuridica, godere del rispetto della propria comunità. L'associazione tra la professione di orafo e l'esercizio di cariche a carattere giuridico sappiamo non essere infrequente in quell'epoca, probabilmente per due ordini di motivi: il primo era dovuto alla posizione che l'orafo assumeva nella sua comunità per il censo; il secondo era forse legato al fatto che egli era tenuto ad una particolare responsabilità per il fatto di maneggiare materie prime preziose e soggette al controllo dello stato. Agli orafi infatti era spesso affidato il saggio delle leghe d'oro e d'argento ed il marchio tramite bollo. I dati fin qui riportati ci danno quindi di Nicola, il ritratto di un uomo stimato e considerato per il suo impegno pubblico. Ma di certo ancor più stimato e apprezzato fu per i suoi meriti artistici; altri documenti ci forniscono infatti, preziose informazioni sulla sua professione di orafo e sui suoi rapporti con i committenti. Poco sappiamo della sua formazione che dovette comunque svolgersi in ambito abruzzese, tra XIV e XV secolo. Sebbene vi siano pareri discordanti sull'apprendistato di Nicola e sulle complesse influenze coinvolte nel suo lavoro e sebbene molti ritengano che la sua formazione avvenne a Napoli (sull'influenza esercitata dai modelli napoletani su Nicola da Guardiagrele si veda V. Pace, Gli inizi di Nicola da Guardiagrele, in ""Bollettino d'Arte"" suppl. la n. 95, studi di oreficeria , Roma, 1996), in realtà studi recenti hanno confermato il legame forte e puntuale con l'iconografia tradizionale abruzzese, cosa che ha fatto anche ipotizzare un suo apprendistato alla bottega di Amico di Antonio di Notar Amico (la teoria è di A.Cadei, op.cit. pp.47-48)."

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